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La Casa del Poeta Tragico

T

ra le dimore che si possono ammirare negli scavi archeologici dell'antica città di Pompei spicca la Casa del Poeta Tragico, di pianta piuttosto regolare e dimensioni modeste ma una delle più eleganti e riccamente decorate.

Riportata alla luce tra il 1824 e il 1825, è famosissima in tutto il mondo per i suoi elaborati pavimenti a mosaico e le pitture raffiguranti scene della mitologia greca.

 

Risalente al II secolo a.C., fu restaurata e ridipinta dopo il terremoto del 62 d.C., senza che restasse traccia della precedente decorazione. Si trova nella Regio VI degli scavi archeologici, alle spalle del Foro centrale, con l’ingresso che affaccia su via delle Terme. Deve il suo nome ad un meraviglioso mosaico nel tablino raffigurante la scena di una prova teatrale di due attori satireschi, appartenente alla fase più antica della casa ed attualmente conservato al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, assieme ad altre pregevoli decorazioni.

Ma in realtà la domus è meglio conosciuta per il mosaico, posto nel pavimento del vestibolo dell’ingresso principale, rappresentante un cane minaccioso legato a una catena accompagnato dalla scritta “cave canem“, l’equivalente del moderno “attenti al cane”. La raffigurazione è estremamente realistica e, proprio per preservarne la bellezza, è protetta da un vetro.

Dal vestibolo si accede all’atrio con pavimento a mosaico, dove, oltre ai cubicoli, si apre il tablino, ovvero un locale adibito a studio del proprietario. L’atrio era decorato da sei quadri con scene tratte soprattutto dalla guerra troiana. Al centro dell’atrio c’è l’impluvium per la raccolta dell’acqua piovana. Si passa poi nel peristilio, dove si può notare una piccola edicola: si tratta del larario, che testimonia il culto romano dei Lari e di altre divinità protettrici della famiglia. Dei grandi quadri di soggetto mitologici di cui era dotata la casa, è ancora visibile quello con Arianna abbandonata da Teseo.

La fama di questa casa è dovuta non solo alla sua bellezza ma anche dal successo del romanzo catastrofico “Gli ultimi giorni di Pompei” di Edward Bulwer-Lytton, pubblicato la prima volta nel 1834, uno dei bestseller del XIX secolo. La domus dell’eroe Glauco era ispirata proprio alla Casa del Poeta Tragico. Essa così divenne presto celebre come esempio ideale della vita domestica pompeiana.